Nuovi CAM Edilizia 2026: il progettista e ciclo di vita dell’edificio al centro del processo
- Gabriele Agus
- 4 ore fa
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Il decreto in vigore dal 2 febbraio 2026 rafforza il ruolo della progettazione come leva tecnica della sostenibilità

Con l’entrata in vigore, dal 2 febbraio 2026, del nuovo decreto sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, il quadro normativo di riferimento per le opere pubbliche viene aggiornato in modo significativo. L’applicazione dei CAM diventa obbligatoria per tutti i contratti pubblici di edilizia, incluse nuove costruzioni, ristrutturazioni e interventi di manutenzione, estendendo in modo chiaro e strutturale l’ambito di applicazione di ciascun criterio in funzione della tipologia di intervento: un’impostazione che riporta il progetto — e il progettista — al centro del processo, riconoscendo nella fase di progettazione il momento decisivo per incidere sugli impatti ambientali complessivi dell’opera.
La progettazione come fase chiave nel ciclo di vita dell’edificio
All’interno di una logica basata sul ciclo di vita, la progettazione diventa la leva principale per la riduzione degli impatti ambientali, perché consente di intervenire in modo anticipato e strutturale. In questo quadro, i nuovi CAM incentivano il progettista a motivare le proprie scelte attraverso:
analisi del ciclo di vita dell’edificio (LCA)
analisi dei costi lungo il ciclo di vita (LCC)
Questo approccio consente di valorizzare i progetti che vanno oltre il mero rispetto puntuale dei singoli requisiti CAM, migliorando le prestazioni ambientali complessive dell’intervento e rendendo le scelte progettuali più trasparenti e verificabili.
Parallelamente, viene rafforzato il riconoscimento delle competenze del progettista in materia di sostenibilità, anche attraverso il possesso di certificazioni specifiche, come quella di “Esperto CAM”, rilasciata da organismi accreditati.
Le principali novità introdotte dal nuovo decreto CAM
Il nuovo impianto normativo si articola lungo sei direttrici principali, che incidono direttamente sul modo di progettare e gestire gli interventi edilizi pubblici:
Obbligatorietà
Applicazione estesa a tutti i contratti pubblici di edilizia, senza distinzione tra nuove opere e interventi sull’esistente, con un maggiore dettaglio di applicazione di ciascun criterio per ogni tipologia di intervento.
Sostenibilità dei materiali
Maggiore rigore su durabilità, tracciabilità, riduzione dell’impronta di carbonio e allungamento del ciclo di vita dei prodotti.
Circolarità e recupero
Incentivo all’uso di materiali riciclati e alla progettazione orientata al disassemblaggio, al recupero e alla riduzione dei rifiuti da costruzione e demolizione.
Efficientamento energetico
Requisiti più stringenti sulle prestazioni energetiche degli edifici, che richiedono soluzioni progettuali integrate tra architettura, involucro e impianti.
Allineamento al quadro europeo
Coerenza con gli obiettivi UE di riduzione dell’impatto ambientale del settore delle costruzioni e con i principi ESG.
Formazione e competenze
Maggiore attenzione alla qualità progettuale e alla preparazione di progettisti, stazioni appaltanti, imprese e produttori, come condizione necessaria per un’applicazione efficace dei CAM.
TEKNE e l’integrazione della sostenibilità nel progetto
In TEKNE, si tratta di formalizzare un approccio già consolidato nella pratica progettuale quotidiana. La sostenibilità non è trattata come un requisito aggiuntivo o come un adempimento a valle, ma come dimensione strutturale del progetto.
Il Dipartimento Sostenibilità opera in stretta integrazione con i team di progettazione architettonica, strutturale e impiantistica, supportando:
l’impostazione dei requisiti ambientali fin dalle fasi iniziali,
l’analisi delle scelte materiche ed energetiche,
l’applicazione di strumenti come LCA e LCC a supporto delle decisioni progettuali,
la coerenza complessiva del progetto rispetto al quadro normativo e prestazionale.
Questo approccio consente di trasformare la complessità normativa in qualità progettuale, rendendo la sostenibilità un elemento verificabile, misurabile e integrato nel processo.
Con i nuovi CAM, molte pratiche che per TEKNE rappresentano da tempo una consuetudine di qualità diventano oggi norma. Il progetto diventa essere il luogo in cui la sostenibilità prende forma concreta, attraverso competenze, metodo e capacità di integrazione tra discipline.
In questo senso, il decreto non introduce solo nuovi obblighi, ma rafforza il valore della progettazione come strumento centrale per costruire interventi più responsabili, coerenti e duraturi.



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