Re-CIG: Se non puoi smettere, allora piantala!
- TEKNE
- 24 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 lug

Ogni giorno compiamo gesti talmente piccoli da sembrare irrilevanti. Spegnere una luce. Chiudere un rubinetto. Differenziare un rifiuto. Gettare correttamente un mozzicone di sigaretta.
Eppure, proprio da questi gesti minimi può nascere un cambiamento concreto.
Un mozzicone abbandonato a terra è spesso percepito come un rifiuto trascurabile. È piccolo, leggero, quasi invisibile nello spazio urbano.
Ma la sua dimensione ridotta non corrisponde al suo impatto: i filtri delle sigarette sono tra i rifiuti più diffusi nell’ambiente e rappresentano un problema quotidiano per città, spazi pubblici, aree verdi e luoghi di lavoro.
Da questa consapevolezza nasce una domanda semplice: cosa succede se un rifiuto così comune smette di essere solo uno scarto e diventa una risorsa?
Dal mozzicone al materiale: il progetto RE-CIG
Dal 2024 TEKNE ha installato nei propri spazi gli smoker point di RE-CIG, punti di raccolta dedicati al recupero e al riciclo dei mozziconi di sigaretta.
L’obiettivo è semplice e concreto: intercettare un rifiuto molto diffuso, evitare che venga disperso nell’ambiente e inserirlo in un processo di recupero capace di trasformarlo in nuova materia.
Attraverso il processo RE-CIG, i mozziconi raccolti vengono trattati e trasformati in RE-CA®, un acetato di cellulosa recuperato che può essere impiegato nella produzione di oggetti di design.
Un rifiuto difficile da gestire diventa così parte di un ciclo nuovo: non più fine vita, ma possibilità di riuso.
I numeri del 2025
Nel 2025, grazie agli smoker point installati negli spazi TEKNE, sono stati raccolti oltre 10 kg di mozziconi di sigaretta.
Un dato che può sembrare piccolo, finché non viene tradotto in qualcosa di più immediato: oltre 34.000 sigarette equivalenti. Da questa raccolta sono stati generati quasi 4 kg di RE-CA® e sono stati risparmiati 23,81 kg di emissioni dirette di CO₂. Un valore che equivale, indicativamente, all’azione di circa 2 alberi in un anno.
Numeri semplici, ma capaci di raccontare un principio molto più ampio: la sostenibilità non è fatta solo di grandi strategie, grandi opere o grandi investimenti. È fatta anche di sistemi intelligenti che rendono più semplice fare la scelta giusta.
La sostenibilità funziona quando diventa abitudine
Uno degli aspetti più interessanti di iniziative come questa è la loro capacità di trasformare un comportamento individuale in un risultato collettivo.
La presenza di punti di raccolta dedicati non si limita a risolvere un problema pratico. Crea consapevolezza. Ricorda alle persone che ogni gesto ha una conseguenza. Porta la sostenibilità fuori dai documenti e la rende visibile, accessibile, quotidiana.
Per un’azienda, questo significa lavorare non solo sugli impatti ambientali misurabili, ma anche sulla cultura interna. Significa costruire un contesto in cui le persone siano messe nelle condizioni di contribuire, anche attraverso azioni semplici.
Perché il cambiamento più solido è spesso quello che diventa abitudine.
Piccoli rifiuti, grande responsabilità
Il tema dei mozziconi di sigaretta è emblematico perché riguarda un rifiuto apparentemente marginale, ma estremamente presente nella vita urbana. Marciapiedi, ingressi degli edifici, cortili, aree esterne e spazi pubblici ne mostrano ogni giorno la diffusione.
Intercettare questi rifiuti significa intervenire su una criticità concreta, migliorando la qualità degli spazi e riducendo la dispersione ambientale.
Ma significa anche affermare un principio: nessun impatto è troppo piccolo per essere considerato.
La sostenibilità, per essere credibile, deve saper guardare tanto ai grandi temi quanto ai dettagli. Deve essere strategica, ma anche operativa. Deve misurare, ma anche educare. Deve produrre risultati, ma anche attivare comportamenti.
Un gesto piccolo può lasciare un segno diverso
“Se non puoi smettere, allora piantala” è una provocazione, ma anche un invito alla responsabilità.
Non sempre è possibile eliminare immediatamente ogni comportamento impattante. Ma è sempre possibile chiedersi come ridurne gli effetti, come gestirlo meglio, come trasformare uno scarto in un’occasione di recupero.
Il progetto RE-CIG dimostra che anche un mozzicone può entrare in una filiera circolare. Che anche un gesto individuale può contribuire a un risultato comune. Che anche una piccola scelta, se ripetuta nel tempo e inserita in un sistema efficace, può generare valore.
Per TEKNE, sostenibilità significa anche questo: rendere concreti i principi, misurare gli impatti e promuovere pratiche quotidiane capaci di migliorare il modo in cui viviamo e abitiamo gli spazi.
Perché a volte il cambiamento parte proprio da ciò che siamo abituati a non vedere.
E da lì può crescere.



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