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Concorso per il Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, Ferrara

Il Concorso per il nuovo Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah individua come area di intervento quella dell’ex Carcere di Ferrara, ponendo l’esigenza di comprendere la storia del sito, ma anche di rielaborarne il senso e il ruolo rispetto alla città, attraverso un’operazione culturale attenta e innovativa. La soluzione proposta intende disinnescare ogni possibile sovrapposizione tra le valenze oscure dell’ex Carcere e l’abominio delle deportazioni novecentesche; rimandando invece in termini evocativi all’immagine dell’ebraismo come “Popolo del Libro”, essa si compone di due serie di “volumi” sfalsati, di differenti altezze, con superfici in parte piene e in parte vetrate, che occupano le aree libere interne al lotto, includendo il preesistente Blocco C. Questi “volumi” esprimono la molteplicità di letture e narrazioni storiche del l’Ebraismo italiano, configurandosi come rappresentazione architettonica di “unità” nella “differenza”.

Connessione fisica e concettuale tra i “volumi” è il grande atrio scavato al di sotto del Blocco C. Questo spazio genera un vero e proprio scollamento tra l’edificio sovrastante e il suolo, costruendo una trincea che genera effetti spaziali inaspettati, sia all’interno del museo che nei due cortili laterali.